I Maya hanno avuto torto, la fine del mondo secondo gli scienziati (così li chiamano) è stata posticipata di cinque miliardi di anni, chi potrà mai contraddirli.
Pensare che il mondo un giorno avesse una fine è un archetipo che è presente in molti culti e religioni. “L’apocalisse è vicina!” gridavano i monaci alla fine del millennio scorso, ma vicina quanto? Secondo gli ultimi studi fra cinque miliardi di anni il Sole si espanderà inghiottendo in sequenza Mercurio, Venere, la Terra e anche Marte. che saranno polverizzati. La notizia ci dovrebbe spaventare? e perché?
Centomila anni fa, si calcola, sulla terra esistevano circa 1.000 abitanti. Nell’anno della nascita di Cristo gli abitanti erano circa 200 milioni, oggi ne siamo, secondo alcuni, 7 miliardi, fra 40 anni dovremmo essere 9 miliardi. Le proiezioni si basano su modelli statistici complessi ma la tendenza è l’aumento. Secondo alcuni matematici dovremmo assestarci intorno ai 10 miliardi fino al 2300 d. C.. Il problema è che prima che il Sole inghiotti la Terra lo avremo già fatto noi da molto, molto tempo. Procediamo per gradi.
Acqua. Il fabbisogno giornaliero di acqua potabile per bere e mangiare, per noi occidentali si intende, e di circa 7lt che diventerebbero 49 miliardi di lt. al giorno 343 miliardi di lt alla settimana. 17.885 miliardi di litri all’anno. L’acqua dolce esistente sulla terra è circa 93 miliardi di litri. Se la matematica non è un opinione in 2 giorni finirebbe.
Pane. Per fare 1 Kg di farina occorrerebbero 20mq di terreno, per 1 kg di pane occorre 1kg di farina e 1/2 lt di acqua (ma questa e già finita), per sfamare con 1 kg di pane al giorno gli abitanti della terra ci vorrebbero 20 milioni di ettari di terreno. Per sfamare la popolazione dovremmo piantare il grano nel Sahara, la cui produzione basterebbe per 4 giorni, ma il Sahara andrebbe annaffiato quindi ci occorrerebbe altra acqua dolce che abbiamo bevuto nei primi 2 giorni.
Carne. Per mangiare 1 Kg di carne al mese avremmo bisogno di 10 miliardi di kg di carne, 20 milioni di vitelli al mese.I vitelli bevono fino a 50 Lt di acqua al giorno ma l’acqua è già finita.
Se volessimo vivere con un pezzo di pane al giorno, 1 kg di carne al mese e l’acqua necessaria non sopravviveremmo molto. Le risorse non sono sufficienti per tutti ed è per questo che esistono i paesi poveri ed è per questo che continueranno ad esistere.
La fine del mondo è lontana, la nostra è vicina.
Esiste una teoria: la teoria della catastrofe di Toba. La teoria è stata proposta nel 1998 da Stanley H. Ambrose, secondo cui 70.000 anni fa la popolazione umana, allora esistente sulla terra, venne radicalmente ridotta a circa un migliaio di individui a causa di una catastrofe naturale: l’esplosione di un super vulcano al di sotto del lago di Toba. Una catastrofe di dimensioni bibliche (chi sa perché si dice così) che produsse dei mutamenti climatici tali da creare un ambiente invivibile per molte specie viventi tra cui l’uomo. Ai sopravvissuti si fanno risalire Adamo ed Eva. Come? Gli studiosi lo spiegano con un metaforico processo detto “collo di bottiglia”. In questo collo passarono pochi gruppi genetici che ripopolarono la terra, individuati tramite il famigerato cromosoma Y, meno conosciuto come Aplogruppo I. Un migliaio di uomini salvò la specie umana, sopravvivendo, lottando per le poche risorse alimentari disponibili, la poca acqua potabile, iniziò per la seconda volta il cammino dell’umanità. Tra qualche anno, l’esplosione demografica mondiale ci costringerà a lottare con la stessa veemenza, lo stesso egoismo, la stessa fame di sopravvivenza.
A questa catastrofe non sopravviveremo.